Saluto dell'arciprete Giovanni Di Liberto alla comunità di Casteltermini

Saluto dell'arciprete Giovanni Di Liberto (arciprete dal 27 settembre 1981 al 28 settembre 2019) alla comunità di Casteltermini 

 Arciprete

 

Amati fratelli e sorelle, leggiamo nel libro Atti degli Apostoli che Paolo salutò con un addio commosso gli anziani della chiesa di Efeso; il brano si conclude così: "dopo aver detto questo si inginocchiò con tutti loro e ..., pregò, tutti scoppiarono in pianto e gettandosi al collo di Paolo, lo baciarono, addolorati soprattutto perché aveva detto loro che non avrebbero più visto il suo volto. E lo accompagnarono fino alla nave".

 Quello di Paolo è propri o un addio, infatti non li vedrà più.

Quello di stasera è un saluto, pure commosso, ma non così drammatico come quello di Paolo alla comunità di Efeso.

Io rimango a Casteltermini, il mio paese natìo, così piccolo e così bello. Qui tutti abbiamo le nostre radici, qui si svolge la nostra storia personal e comunitaria. Un parroco se ne va e un altro subentra.

Lo scossone provocato dalla partenza di un sacerdote dalla sua comunità lancia nuove speranze e sprigiona nuove energie.

Per tanti anni Gesù Cristo si è servito delle mie mani per benedire, per battezzare, per consacrare, per assolvere, per accarezzare. Quante messe celebrate, quante comunioni distribuite, quanta Parola seminata nei vostri cuori che è diventata parola di vita, di conversione, di fede vissuta e testimoniata. Di tutto ne rendo grazie a Dio.

Che cosa mi porto dietro, come ricordo, impresso nel mio cuore?

Una vita vissuta con voi e per voi, un cammino di fede partecipato, una esperienza di una umanità fiorita dalla conoscenza e dall'amicizia con tante persone, composta da tante gioie, ma anche da qualche dolore, di delusioni, di qualche amarezza; la memoria di persone, di avvenimenti e di rapporti umani depositati nella mia anima in maniera indelebile.

Alla fine ho imparato che la misericordia, la bontà e la dolcezza sono la suprema regola spirituale e pastorale. Rimane la certezza della grazia di Dio che mi accompagna e illumina la mia mente, riscalda il mio cuore di passione perenne per la salvezza delle anime. Come nel passato, non potrò mai dire di essere solo, convinto che Dio Padre, il Figlio Gesù Cristo e lo Spirito Santo sono con me, che la Madonna non mi ha mai abbandonato e sarà sempre la mia guida spirituale (lo sono io e siate anche voi innamorati della Vergine Maria, nostra dolcissima madre).

Carissimi, quella che stiamo vivendo è un 'ora densa di sentimenti e carica di emozioni. E come due compagni di viaggio, dopo un lungo cammino fatto assieme, dopo aver condiviso per anni gioie e dolori, fossero costretti a separarsi.

Guardando piuttosto a questi anni vissuti assieme a voi, mi sento il cuore ricolmo di gioia e di gratitudine al Signore. Gioia e gratitudine per tutto quello che Lui mi ha dato di realizzare insieme, tra lentezze e ritardi, tra difficoltà e fatiche; ma questa nostra chiesa, la nostra comunità è cresciuta.

Senza ingenui ottimismi e senza sciocca vanteria, possi +amo affermare che un cammino è stato fatto. Avrei voluto fare di più e meglio, ma ho la coscienza di aver lavorato con amore e completa dedizione.

Con san Paolo posso dire: "voi sapete come mi sono comportato tra voi fin dal primo giorno in cui arrivai (dal settembre 1981 ed anche prima). C' è un a gioia che mi accompagnerà sempre dilatando il mio cuore:

quella di aver conosciuto tantissime persone splendide e ricche di sapienza, di umanità, di fede operosa, persone con le quali ho costruito rapporti di cordialità, di collaborazione, di amicizia, di paternità spirituale. Persone che mi hanno arricchito, stimolato, sostenuto con la preghiera e con l’affetto fraterno.

Quante bel e figure di laici maturi, di genitori attenti, di educatori validi, d i bravi catechisti. Quanta ricchezza di doni e di talenti, di immaginazione e di creatività nel campo dell'apostolato. Di tutto questo

e di tante altre cose ringrazio il Signore. Ringrazio anche quanti mi hanno aiutato con il loro esempio, con la preghiera e con l’affetto sincero.

Chiedo perdono per tutte le volte che non sono stato all’altezza delle situazioni e delle vostre attese; perdono per le delusioni e per le sofferenze che ho potuto causare in qualcuno; perdono per i miei difetti e peccati che hanno frenato il vostro cammino verso la santità.

La mia piccola sofferenza per questo distacco da voi è mitigata dalla certezza di lasciarvi in buone mani .ad un pastore buono, ad un padre amorevole don Carmelo Lo Bue, che saprà fare molto di più e molto meglio, di quello che ho fatto io, ma non da solo. ma col vostro aiuto e la vostra fattiva collaborazione, come e meglio del tempo passato.

Vi saluto con un pensiero di Madre Teresa di Calcutta: "il passato appartiene alla misericordia di Dio, il futuro alla Provvidenza di Dio, il presente all'amore di Dio”.

A voi tutti, fratelli e sorelle carissimi, qui presenti, ma anche ai moltissimi assenti un affettuoso saluto e un abbraccio fraterno

Uniti sempre nella preghiera e nella reciproca stima, edificandoci gli uni gli altri con le parole e l'esempio, imploro dal Signore, per intercessione della Vergine Santa, pace, gioia e serenità ai vostri cuori e alle vostre famiglie.

28 settembre 2019

 

Sac. Giovanni Di Liberto

 

Questo sito utilizza cookie per il funzionamento delle pagine e migliorare l'usabilità. Chiudendo questo banner, ignorandolo, scorrendo questa pagina o cliccando qualunque elemento della pagina stessa acconsenti all’uso dei cookie.